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Dal
primo al 20 aprile, in Centrale
a Milano una mostra dedicata
ai writers e alle loro opere
urbane
Sorpresa: graffiti d'arte
in stazione
di Marcello Vallese
Muri di cemento grigiastro
che si trasformano in tavolozze
impazzite di un pittore,
vagoni della metropolitana
come carri allegoricidegni
del Sambodromo di Rio. Sono
solo due dei molteplici
elementi nei quali si muovono
con naturalezza i writers.
Ad un primo sguardo, il
pensiero stereotipato li
potrebbe definire come vandali
o imbrattatori ma basta
poco per rendersi conto
che questa non è
arte ma è anche uno
stile di vita, un modo per
comunicare un senso di libertà
e di fuga dalle regole.
"Now Underground"
è la mostra- evento
che ha selezionato il meglio
della scena mondiale, quaranta
artisti che esporranno le
proprie opere (in tutto
ottanta) presso il binario
21 della stazione Centrale
di Milano. Dalla strada
alla parete di alluminio
zincato che accompagnerà
la vista dei viaggiatori
per venti giorni, dal primo
al 20 aprile. Ed è
proprio la strada la principale
isirazione che lega tutte
le opere, la strada spesso
solcata dagli skateboard,
vera e propria icona di
un movimento che parte dal
South Side di New York nel
1970. Ispirazione che si
traduce in pittura, grafica,
fotografia e graffiti, un
viaggio nel presente per
esplorare la relazione contemporanea
tra arte, strada, moda,
politica, grafica e design.
Le biografie dei pittori
che espongono in questa
mostra alla Centrale, rivelano
la loro evoluzione artistica,
come il tedesco Milk, da
writer a decoratore di cartoni
del latte, per finire poi
in esposizioni europee.
L'olandese Parra, ex skateboarder
professionista ora art director
per numerose agenzie pubblicitarie
e fondatore di un proprio
marchio di moda. L'americano
Jeremy Fish, illustratore
che traduce su carta il
sociale e produttore di
tavole di skate. Oppure
il gruppo Studio Orange,
italo-giapponese, che si
occupa di grafica con un
background che proviene
dai tatuaggi e dai graffiti,
e Plank, fotografo professionista
che in bianco e nero esprime
il malessere del mondo moderno
visto attraverso gli occhi
di chi ha vissuto insieme
ad antiche tribù
durante i pellegrinaggi
per il mondo.
La mostra-evento "Now
Underground" va oltre
le classiche forme espressive
e si espande anche attraverso
altri canali. Nelle edicole
della stazione si potrà
acquistare il "tabloid"
di Now Underground, 64 pagine
a colori con il meglio del
design underground e hip
hop. L'arte non si potrà
solo ammirare ma anche toccare
e comprare nell'apposito
shop allestito all'inizio
del binario 21 dello scalo
milanese. T-shirt, poster
adesivi e oggetti vari in
tirature limitate, il vero
punto di contatto fra gli
artisti, gli appassionati
del genere e il grande pubblico.
Il 31 sera inoltre, presso
la Sala Reale della Stazione
di Milano si terrà
il party di inaugurazione,
rigorosamente ad invito,
una festa "Give me
the mixx" che accoglierà
le visual animations di
Claudio Sinatti, nome affermato
della scena musicale e della
moda, e il dj-set di Painè,
deejay conosciuto a livello
internazionale.
La mostra, realizzata con
il patrocinio dell'Assessorato
allo Sport e Giovani del
Comune di Milano, è
realizzata in collaborazione
con Intellectus Agens, Aem,
Campari e Grandi Stazioni,
che ha permesso di ospitare
le opere tra i binari della
Centrale, offrendo una occasione
unica a turisti, viaggiatori
e cittadini che, anche solo
col colpo d'occhio, potranno
lasciarsi affascinare dai
colori e le atmosfere della
cultura underground europea.
I
PROTAGONISTI RACCONTANO
Si è svolta ieri
mattina a Palazzo Marino
la coferenza stampa di presentazione
di "Now Underground",
la parola ad Aldo Brandirali,
assessore comunale per lo
Sport e i Giovani: «L'idea
di far esprimere l'alto
livello dei writers alla
stazione Centrale è
assolutamente geniale, perchè
il viaggio, il movimento
e "lasciare il segno"
sono corrispondenti alla
natura del luogo. L'adesione
di Grandi Stazioni si connette
al nostro stesso desiderio
di combattere attraverso
l'alto livello e la definizione
dello spazio giusto, il
graffitismo selvaggio che
sporca e abbruttisce non
solo i muri am anche i treni».
Jeremy Fish, artista di
punta della scena underground
americana, ci racconta brevemente
le sue trasformazioni artistiche:
«Mi sento un pò
giocoliere. Mi occupo di
design e illustrazioni per
pagarmi l'affitto e altre
spese generali. Preparo
materiali per esposizioni
per sgombrarmi la mente.
Mentre fare lo skater è
solo il prodotto dell'ambiente
in cui vivo. Tutte queste
cose si relazionano fra
di loro e le combino insieme
per avere una vita appagante». |
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