Bies Crew - writing - murales - graffiti
Menù
HomePage - Bies Crew - writing - aerosolart - murales - graffiti
Wildstyle
Bombing
Silver - argentate
Blocks - blocchi
Outlines - bozzetti
Street Art
Articles - articoli riguardanti il writing
Gallery - galleria fotografica
Forum - Writing - Mcing - Breaking - Djing
Guestbook
Contact - contatta la Bies Crew
Mappa del sito
Links
fulleffect
aerosolart
areadicontagio
enmicasa
loomit
daim
mac crew
emsigei
raptxt.it
cdp 2001
giardinaggio
graffitifonts
Guarda tutti i Links
Writing - Graffiti - Murales
Uno dei pionieri dell'arte di strada e consigliere comunale.
«Sognano di marchiare la città che li rifiuta»
Davide Tinelli: quelli che dipingono per passione ormai sono una minoranza

intervista: Susanna Marzolla

MILANO - Era spuntato in una notte, l'estate dell'anno scorso: 50 metri lungo un grigio muro di via Bramante, un grande graffito - disegnato e colorato - in memoria di Carlo Giuliani, ucciso a Genova durante il G8. Ma è stato un caso isolato: graffiti così a Milano ormai è difficilissimo vederli ancora. E' invece tutto un susseguirsi di scritte, di «tags» come si dice in gergo, e quasi tutte in nero. Ragazzi come Marco che disegnava per autentica passione, come raccontano i suoi genitori, sono sempre meno. E sono invece tanti quelli che vogliono solo «marcare il territorio» con le loro scritte.
Perchè questo fenomeno, questa involuzione, dalla velleità artistica al grafismo deturpante? «Perchè ormai prevale l'odio reciproco. La città odia i graffittari, li disprezza, li considera solo dei vandali. E loro rispondono con altrettanto odio e disprezzo: se disegno, se coloro cerchi soltanto di punirmi? E io ti faccio lo sgorbio, due secondi e neanche riesci a beccarmi».
L'analisi su questo nuovo fenomeno è di un graffittaro «storico» (la sua prima opera è del 1983 «dopo aver studiato i graffiti di New York»): Davide Tinelli, detto «Atomo» consigliere comunale di Rifondazione Comunista. E' dal 1993 che si scontra con le scelte dei sindaci, prima il leghista Formentini e ora Albertini, acerrimi nemici del graffito. «Albertini è arrivato al punto di mettere una taglia sui graffittari. Un provvedimento mai applicato, per fortuna. Che però dimostra l'odio di questa città verso i giovani: danno fastidio se suonano, se dipingono, semplicemente se esistono. Per loro solo divieti, multe, cancellate. La "tolleranza zero" è fallimentare: se Albertini invece di ispirarsi a Rudolph Giuliani, l'ex sindaco di New York, si fosse rivolto a un buon pedagogo, la questione sarebbe già risolta. Invece una normale "febbre di gioventù" è diventata un pericoloso braccio di ferro».
Il pericolo, il rischio: sono questi gli elementi che spingono i giovani a «lasciare il segno» in posti sempre più difficili da raggiungere. Vale poco la propria «tag» su un muro. Vale molto di più se scritta su un vagone della metropolitana: perchè viaggia, perchè migliaia di persone la possono vedere. E raggiungere questi vagoni non nelle rimesse, dove occorre solo un pò di attenzione per non farsi beccare ma giù, nei tunnel, e quelli della linea «rossa» sono i più ambiti.
«Sion», l'idolo di Marco. è riuscito a «marchiare» posti incredibili. E' anche bravo a disegnare, ma questa attività è molto più difficile: «Per fare un buon graffito - spiega Tinelli - bisogna spendere parecchi soldi per le vernici, avere tempo, poter lavorare in tranquillità. Il graffito per me è un atto d'amore verso la città perchè vuol riempire di colore il gragio. E' il gesto di entusiasmo di un giovane che vuole vedere il suo disegno correre su un treno. Non sarebbe meglio, ad esempio, che autobus e tram girassero disegnati dai ragazzi di Milano invece che invasi dai messaggi pubblicitari o imbrattati di scritte?»
Servirebbe una simile proposta a far tornare il graffito ad espressione estetica, e macchia di colore, come si vede ancora sulle saracinesche di alcuni negozi che hanno incaricato appositamente i graffitari più bravi? Tinelli ne è convinto, l'amministrazione milanese assolutamente no: «E' inutile dare ai graffittari spazi appositi - dice il vicesindaco Riccardo De Corato - la loro sfida è agire nel proibito. Deve essere la società tutta a far loro capire che è solo vandalismo».
Visualizza l'articolo
«- Torna alla sezione articles
Writing - Graffiti - Murales
News
Writing - Graffiti - Murales
13-09-2006
Inserite 2 foto nella sezione Wild

16-09-2006
Inserita la galleria fotografica di Since

07-12-2006
Inserite 4 foto nella sezione wild
Writing - Graffiti - Murales
Guarda tutte le News
Area Riservata
Writing - Graffiti - Murales
 
Sponsor
Tribù dell'Indice - Associazione Italiana Writers
Foto Random
Foto Random
 
Copyright 2004 - 2005 - Bies Crew