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Writing - Graffiti - Murales
Se il graffito viaggia in jumbo tram

a cura di Alberto Trivulzio

Oggi si sale sul tram, o meglio sui mezzi pubblici, è lì che si appunta l'attenzione di molti lettori. C'è chi, come Tullio Tarenzi, li vorrebbe "climatizzati, caldi d'inverno e freschi d'estate"; tutti li vorremmo frequenti, puntuali, confortevoli e, cosa che non guasta mai, a basso prezzo. Ma alcuni insistono su un altro aspetto: la pulizia. E se Adele Fontanella sbotta che non le pare poi "davvero troppo pretendere almeno finestrini trasparenti, invece che grigio fumè da smog, o con i ghirigori e le incisioni lasciate dai maleducati", Angelo Rastelli ne fa anche una questione di scuola di educazione.
"L'Atm - scrive ironico via fax - sta dando un ottimo contributo al degrado. Se è vero che il numero degli imbecilli che si diverte a imbrattare di graffiti qualunque superficie disponibile è in aumento, è pur vero che l'Atm (al di là dei generici messaggi) se ne frega dello stato di totale abbandono in cui vengono lasciati mezzi di superficie, treni e stazioni Mm. Lo dimostra il fatto che i jumbo-tram vengono lasciati deturpati da scritte dentro e fuori (ultima demenziale moda) per intere settimane senza essere ripuliti. Non c'è bisogno di psicologi, ma di buoni amministratori della cosa pubblica, per sapere che ogni mezzo in più deturpato lasciato in giro è un invito a sporcare anche quei pochi ancora decenti". Il lettore chiude con una domanda retorica:"Giro spesso l'Europa, ma un simile scempio non l'ho visto da nessuna parte. Forse che a Milano ci sono più imbecilli e menefreghisti della cosa pubblica?.
Il riferimento a generici messaggi dell'Atm è un tema ripreso anche da Dario Cremascoli. Che scrive:"Mi domando se l'Atm, pur non volendolo, ci prende in giro". E spiega:"Utilizzo spesso la linea gialla e in banchina mi capita di ascoltare, come tutti avranno notato, un insistente avviso sonoro che dice:"Si ricorda che, in base a precise disposizioni di legge, è vietato chiedere l'elemosina nelle stazioni e sui convogli della metropolitana, chi non rispetta queste disposizioni rischia pene molto severe". "Ah sì? - continua Cremascoli -. E quali? Mi piacerebbe proprio sapere cosa rischiano, quali e quante pene sono state inflitte finora o anche solo quanti professionisti o disperati dell'elemosina vengono (almeno) intercettati". Morale?:"Meno messaggi sonori, cara Atm, e magari qualche presenza in più di personale in divisa. Altrimenti - suggerisce - ci risparmi la tiritera del messaggio sonoro di divieto che evidentemente ascoltiamo solo noi passeggeri. Appena infilati in vettura, infatti, dobbiamo già sorbircene un'altra: l'immancabile cantilena di chi non ha nulla e non rischia proprio un bel nulla. Quel "Buongiorno signori, scusate il disturbo. Sono una donna povera. Non ho una casa, non ho da mangiare. Aiutatemi". Che per il tono, per il modo e per l'ossessiva frequenza più che pietà provoca rabbia". Si può dargli torto?
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